Circolo Cagli

IL CIRCOLO

INDIRIZZO/NUM.CIV. Via purgotti, 49
CAP/CITTA’/PROV. 61043 CAGLI (PU)
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SITO INTERNET www.aclipesaro.it/cagli
E-MAIL celso.tagnani@virgilio.it
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REFERENTE Carmelo Lepri
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DOVE SIAMO

mappa del circolo acli

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IL DIRETTIVO

L’attuale direttivo Gian-Alberto Lumbrici  è composto da:
Carmelo Lepri, presidente
Corseo Corsaletti, vice presidente

LA STORIA

A Cagli il circolo ACLI è nato tra i primi della provincia. Nel 1946 era già stato costituito e si imponeva per le varie attività che riusciva a mettere in cantiere.
Fu la sensibilità del Vescovo Mons. Raffaele Campelli a sostenerlo e aiutarlo fin dall’inizio, mettendo a disposizione i locali del piano terra del palazzo vescovile in Corso XX settembre, la via principale di Cagli. (leggi tutto ...)

La presenza delle ACLI si rivelò subito importante e quasi strategica, perché allora, subito dopo la guerra, Cagli fu tra i primi centri dell’entroterra a riprendere le attività commerciali e a costituire le prime piccole industrie. Non mancavano anche iniziative nel campo alimentare, come la cooperativa Agricola del Petrano.
Quelli erano tempi di grande povertà ma anche di grandi entusiasmi e ben presto il Circolo divenne un punto di riferimento per tutta la società cattolica cagliese, e si distingueva da un altro circolo di orientamento comunista.
Il circolo fu tra i primi locali a Cagli a installare la TV e anche per questo l’affluenza di giovani e anziani fu massiccia. Venne anche fondata una società sportiva intitolata a Ivo Regini: si serviva di un campetto a ridosso del centro storico ed anche questo era stato messo a disposizione dal vescovo
Questa attività attirò molti giovani.
I primi presidenti che si avvicendarono – da Italo Corsini a Rodolfo Orsini – si avvalsero dell’opera instancabile dell’assistente ecclesiastico don Egidio Magi. Fu lui, per vent’anno, il vero punto di riferimento per tutto il circolo. Grazie a lui ebbe inizio anche l’attività turistica con viaggi memorabili in tante città d’Italia.
Negli anni Sessanta iniziò ad operare anche il Patronato che trova in Angela Costantini la persona competente e disponibile per svolgere quella funzione socio-assistenziale apprezzatissima da tutta la comunità di Cagli se non altro per le migliaia di pratiche svolte fino ad oggi!

DAL PRESENTE AL FUTURO.
Oggi il Circolo ACLI di Cagli è diretto da Gianalberto LUMBRICI e la segreteria è curata da Gobbi Enzo.
Le attività all’interno del circolo sono quelle di sempre, ma il peso dell’associazione non è più quello di un tempo. Questo fenomeno è dovuto alle mutate condizioni di vita – afferma il Presidente – ma secondo me anche dal fatto che l’attuale parroco – che dovrebbe anche fungere da assistente – non frequenta regolarmente il Circolo come avveniva un tempo.
– Presto, aggiunge il Presidente, avremo il problema della sede, perché i locali dove da sempre è situato il circolo, fanno parte di un antico edificio che sarà demolito per lasciar posto a un costituendo Museo Diocesano
Secondo lei, gli chiediamo, che cosa si può prevedere per il futuro del Circolo Acli a Cagli?
– Per il futuro penso che il nostro circolo possa continuare ad avere una sua collocazione sociale tra la popolazione. Il fatto che vi siamo molti anziani pone il problema di momenti di aggregazione sociale e qui, a Cagli, il circolo ACLI è una realtà che svolge egregiamente tale ruolo.

Cagli sorge in posizione favorevole ai traffici lungo l’antica strada Flaminia, (a 47 km dal mare), nel punto d’incontro di strade che consentono l’accesso sia all’alta valle del Metauro nella valle del Burano sia alla via Flaminia che porta alla gola del Furlo. È l’antica Cale che sotto il dominio bizantino (sec. VI) fu uno dei capisaldi (insieme con Gubbio, Urbino, Fossombrone e Jesi) della Pentapoli interna o montana. Le sue origini, comunque, sono molto più antiche come testimoniato da numerosi reperti, tra i quali i noti bronzetti etrusco-italici (IV sec. a.C.), scoperti tra i resti di un santuario pagano, insieme con la cosiddetta ‘testa di Cagli’.
Anche oggi la cittadina continua a svolgere un ruolo di punto d’incontro almeno per le popolazioni delle vallate ai piedi dell’Appennino.

da “Le ACLI nella provincia di Pesaro e Urbino
(a cura di Antonio Di Stefano e Valerio Ietto, 2003, p. 185-187)