Circolo Novilara

IL CIRCOLO

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CAP/CITTA’/PROV.61122 Pesaro (PU)
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IL DIRETTIVO

L’attuale direttivo è composto da:
Riccardo Lugli, presidente
Renzo Zonghetti, vice presidente

LA STORIA

CIRCOLO ACLI DI NOVILARA

Il circolo ACLI di Novilara venne costituito nel 1946 su impulso di Don Terenzio Cecchini allora parroco di Novilara.
Il paese di 1200 abitanti circa, compresa la campagna, aveva allora un solo circolo ricreativo i cui aderenti erano in gran parte orientati a sinistra. Fu soprattutto la preoccupazione di arginare il diffondersi di ideologie anticristiane a spingere Don Terenzio, molto attento ai fermenti sociali di quegli anni, a promuovere la costituzione di un’associazione autonoma legata al movimento delle ACLI che in quegli anni si andava diffondendo a livello nazionale.

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I primi aderenti furono Bruscia Attilio e il fratello Roberto, Del Bene Guido e Aldo, Tomassoli Fortunato (detto Ferino), Linfi Ermete, Bartolucci Carlo, Ricci Gino, Santini Primo, Bussetti Pietro, Galli Ilio e Rico. Come presidente fu scelto Bruscia Attilio, classe 1913, che allora abitava nella casa annessa alla chiesa e come cassiere Santini Primo.
La prima sede, messa a disposizione dal parroco, era un piccolo ambiente adiacente alla Scuola Parrocchiale di Lavoro fondata qualche anno prima dallo stesso Don Terenzio. Con l’aiuto di alcuni soci muratori, tra cui lo stesso Bruscia, il locale venne ampliato visto anche il successo che il circolo riscuoteva con il passare degli anni.
Il locale, detto “il bettolino”, era costituito da una stanza con quattro tavoli per giocare a carte, una stufa per l’inverno e un bancone- bar che smerciava vino, caramelle e qualche pasta.
Il presidente era l’uomo tuttofare: raccoglieva le adesioni, teneva la lista degli iscritti e annualmente faceva resoconto ai consiglieri delle entrate e delle spese. Il bilancio rasentava appena il pareggio.
Annesso al circolo c’era il cinema parrocchiale di cui il signor Bruscia era operatore. Per questo aveva fatto un corso apposito presso il cinema Astra e gli era stato rilasciato un regolare patentino.
Dopo il 1950 la sede venne trasferita nell’edificio dove si trova attualmente, sempre messo a disposizione dal parroco, dove in precedenza erano sistemati i telai dell’Arte Tessile.
Fu un salto di qualità: non più un monolocale ma due ambienti abbastanza ampi che furono dotati di televisione (molto rara all’epoca), bar e diversi tavoli da gioco. La domenica pomeriggio a volte bisognava spingere per entrare; per riuscire a sedersi ai tavoli bisognava aspettare delle ore e la sera la sala TV era gremita all’inverosimile.
Negli anni ’60 si organizzarono, insieme al nuovo parroco Don Severo, alcune gite sociali a Firenze, al Lago Trasimeno e ad Assisi (vedi foto).
Soprattutto sotto la presidenza di Giuseppe Marcantognini, succeduto a Bruscia nel 1955, il circolo fu sempre molto aperto e ospitale verso tutti. Anche quelli che nella concitazione del gioco uscivano con espressioni volgari o peggio ancora blasfeme venivano ripresi sempre con discrezione.
Sotto la presidenza di Renzo Zonghetti, nel 1975, avvenne una svolta importante nella storia del circolo: si decise di sostituire i vecchi giochi di bocce a ridosso della strada, scoperti e quindi impraticabili d’inverno, con un impianto più moderno, coperto e riscaldato. Si costituì in concomitanza la Società Bocciofila che ora porta il nome di Bartolucci Virginio, uno dei soci fondatori deceduto prematuramente.
Vista la spesa molto rilevante dell’impianto, fu lanciata una sottoscrizione tra i soci per un prestito senza interesse. Per la muratura si misero al lavoro i soci che conoscevano il mestiere (in particolare il presidente) e in poco tempo l’opera fu portata a termine e pagata.
Dopo alcuni anni si associarono anche gli appartenenti alla bocciofila che gravitava intorno al circolo ARCI, ottimo esempio di superamento degli steccati ideologici che nei piccoli paesi a volte sono più rigidi che altrove.
Il superamento degli antagonismi portò negli anni ’70 ad una fattiva collaborazione tra i due circoli nell’organizzare la Festa del Vino e della Tagliatella che richiamò grandi folle nelle estati di quegli anni e conferì al paese la fama gastronomica di cui ancora gode.
In occasione dei Referendum prima sul divorzio poi sull’aborto, si organizzarono incontri pubblici con esperti per discutere i problemi.
Verso la fine degli anni ’70, quando ancora il paese contava un bel numero di giovani e ragazzi, venne costituito il Gruppo Sportivo e la squadra di calcio “Novilara” che con alterne fortune ha militato in 2^ e 3^ categoria. Tra i fondatori è d’obbligo ricordare Bruscia Eliseo, Bussetti Aldo, Bartoloni Giuliano, Zonghetti Renzo, Marcantognini Giuseppe, Bartolucci Virginio ecc.
In paese esisteva solo un piccolo campetto da calcio, a ridosso del cimitero, per cui si rese necessario costruire un campo regolamentare. La parrocchia, pur con qualche difficoltà, mise a disposizione il terreno mentre per le spese fu fatta una raccolta tra le famiglie del paese. Ne uscirono ben 2.000.000 di lire che furono sufficienti per lo sterro. Per le restanti spese anche i soci ACLI si attivarono autofinanziandosi, come di solito avveniva quando c’erano spese da sostenere, con la gestione del bar sociale a turni di un mese ciascuno.
Alla fine degli anni ’80 si procedette ad un ampliamento dei locali del circolo con l’aggiunta di una sala giochi attrezzata con biliardini, videogiochi e impianto stereo dedicato in particolare ai giovani. Questa scelta si rese necessaria perchè si notava nella frequentazione del circolo una prevalenza di adulti e anziani e una certa disaffezione dei giovani. Per lo stesso motivo, nel 1995, venne costruita la pista polivalente che permise di organizzare tornei di calcetto e di basket, ridando nuovo impulso alle attività giovanili.
Si è trattato di una boccata di ossigeno per un paese che dagli anni ’90 ha subito una progressiva riduzione delle attività sociali e ricreative, sia per la carenza cronica di interventi da parte della pubblica amministrazione che per l’aumentato richiamo dei giovani verso la città di cui il paese è diventato quasi periferia.
Bisogna riconoscere che il circolo ACLI, insieme con la Bocciofila e il Gruppo Sportivo, in questi anni sono stati gli unici punti di aggregazione presenti sul territorio e hanno il merito di aver evitato la disgregazione del tessuto sociale del paese e la dispersione di una identità culturale che ha lontane origini storiche. 

da “Le ACLI nella provincia di Pesaro e Urbino
(a cura di Antonio Di Stefano e Valerio Ietto, 2003, p. 210-213)