La del Signore giunge quest’anno mentre il mondo continua a essere ferito da conflitti e tensioni. Le notizie che arrivano dal Medio Oriente, con la guerra che coinvolge l’Iran e altri Paesi della regione, riportano davanti ai nostri occhi il volto doloroso dell’umanità: popoli che soffrono, famiglie divise, vite spezzate dalla violenza. Di fronte a queste situazioni possiamo sentirci smarriti. Eppure, la Pasqua ci ricorda che Dio entra nelle ferite della storia. Gesù risorto porta ancora i segni della croce: sono i segni di un amore che non si arrende al male e che continua a parlare al cuore degli uomini. Per questo la comunità cristiana è chiamata, con umiltà e perseveranza, a essere seminatrice di pace. La preghiera per i popoli in guerra, l’attenzione verso chi soffre, la vicinanza ai più fragili e l’educazione alla fraternità e al dialogo diventano gesti concreti con cui il Vangelo continua a operare nella storia. Come ricordava Sant’Agostino, «la pace è la tranquillità dell’ordine»: un dono da accogliere e insieme una responsabilità da costruire giorno dopo giorno nelle relazioni tra le persone e tra i popoli. Il saluto del Risorto ai discepoli — «Pace a voi» — diventa così una missione affidata alla Chiesa. In un tempo segnato dalle armi e dalla paura, la Pasqua invita i cristiani a farsi, con semplicità e fedeltà, autentici artigiani di pace nella vita quotidiana.
Buona Pasqua
Don Gabriele Micci
Presidente del Circolo Acli Montemontanaro APS